APPROCCIOPISTA
 

CONSIGLI SU COME AFFRONTARE LA PRIMA VOLTA IN PISTA

 

Introduzione

Già cercare di razionalizzare una passione è impossibile, poi spiegare i tanti perché di una scelta forse è anche presuntuoso. Però chi legge ha già passato questa fase probabilmente, allora forse l’esternarla agli altri aiuta o a convincersi maggiormente o a lasciar perdere.

Il passaggio dalla strada alla pista è indubbiamente traumatico, cambia tutto il panorama ma noi e la moto siamo gli stessi, e quindi alla prima un po’ disorienta, ma siamo predisposti noi motociclisti, l’ignoto ci affascina comunque, quindi buttiamoci senza paura ma con la serietà che ci vuole per un’avventura che è si pericolosa ma sempre meno di una “sgroppata” sulle strade dell’appennino

 

Preparazione

Innanzi tutto conosciamo il nostro corpo, una preparazione fisica minima per chi fa vita sedentaria o non è più nel fiore degli anni, aiuta a non sudare troppo, evita i crampi da posizioni rigide dovute alla tensione, aiuta una giusta respirazione e scioltezza nei movimenti; corsa, nuoto o palestra leggera sono un toccasana.

Una alimentazione corretta prima del grande evento è opportuna, evita un lavoro eccessivo dello stomaco nel momento in cui tutte le energie devono essere a disposizione di cervello e muscoli, alimenti facilmente digeribili e idratazione adeguata dato che sicuramente perderemo liquidi, il tutto un paio di ore prima dell’avvenimento.

abbigliamentoAbbigliamento adeguato, tuta in pelle meglio se intera, comoda e traspirante magari, provare a inginocchiarsi per stabilire la misura adatta. Casco integro oltre che integrale, visiera perfetta, stivali comodi e protettivi, guanti al top delle protezioni ma comodi nei movimenti e sensibilità, paraschiena mi raccomando e sotto una maglietta di cotone, idem per i calzini.

Adesso la moto, è fondamentale la perfetta efficienza di gomme e freni, il perfetto serraggio di tutta la bulloneria, via gli specchietti che potrebbero distrarre, non c’è da preoccuparsi di prestazioni e assetti, gli standard normalmente sono sicuramente elevati e senz’altro più delle vostre capacità delle prime volte, comunque mai assetti troppo rigidi che diminuiscono la sensibilità, idem per i rapporti, se conoscete bene la vostra moto, lasciateli standard la prima volta, poi li adatterete in futuro alle piste frequentate

Entrata in pista

Si entra finalmente, state calcando le piste che avete sempre visto in televisione… eh…eh… non è da tutti… come se un ragazzino facesse la sua prima partita di calcio all’Olimpico, piuttosto che al Maracanà , bene, calma, entrate e vi stupirete subito dello spazio a disposizione, nessun tombino, passaggio pedonale verniciato, auto in senso inverso, nessuna buca, autovelox , prendetevela comoda e guidate come sapete, il più possibile fluidi e prevedibili, l’euforia e la paura devono lasciare il posto alla emozione e al timore, niente di più né di meno.

Le gomme non si scaldano facendo zig-zag ma andando regolare aumentando il ritmo frenando e accelerando, un giro almeno per capire da che parte si gira, quali sono le curve ed i rettilinei più impegnativi, dove sono i cartelli che segnalano la distanza dalla curva….200…100 ecc.

I primi giri innestate le marce in successione, di solito la 1a non si adopra mai nei circuiti “normali” la 6a solo nei più veloci, naturalmente parlo di rapporti standard, quindi dalla 2a alla 5a e viceversa.
Spesso le prime volte il pericolo più grosso siamo noi stessi, la paura fa frenare troppo e l’euforia fa accelerare troppo, il risultato è sempre lo stesso ahimè.

Al 2°/3° giro tutta la moto è in temperatura, gomme, freni, motore, iniziate ad usare tutta la pista, si arriva alla frenata esterni, si frena normalmente al primo cartello di segnalazione, si scalano le marce fino a quella che ritenete più giusta e si “punta” con lo sguardo il cordolo interno, spostando lentamente il sedere sulla sella all’interno della curva, idem per la testa ed il busto aderente il serbatoio, le braccia più libere possibile, le ginocchia strette al serbatoio, la punta dei piedi sulle pedane, gas chiuso, lasciate i freni e arrivate così al punto che avete “mirato” in precedenza, adesso lo sguardo si sposterà sul cordolo esterno in uscita, li dovete andare, riprendete in mano il gas dolcemente e lentamente lo ruotate per uscire dalla curva, dosate in più se sentite “cadervi” all’interno o dosate in meno se vi allargate troppo rispetto al cordolo esterno, idem per lo sforzo sulle pedane, se premete l’interna chiudete di più, se premete l’esterna allargate.

Lo sguardo è tremendamente importante, dove guardate è dove andrete, quindi guardate sempre avanti dove volete andare, mai guardare davanti alla ruota anteriore, sempre al punto successivo come se idealmente doveste congiungere con una linea i punti di un tracciato ideale che va dal cordolo interno all’esterno e dall’esterno all’interno.

Guida

Fatta, la prima è fatta finalmente, bene o male non importa, se avete usato tutta la pista da dx a sx e viceversa avete fatto un bel lavoro, altrimenti farete meglio al prossimo giro, c’è tempo. L’importante è essere fluidi, senza manovre brusche, prevedibili al massimo per essere sicuri che quelli dietro si immaginino quello che farete.

Le frenate si affrontano rialzando la testa dal cupolino, preferibilmente col solo freno anteriore, le braccia non rigide scaricando il peso del corpo sulle gambe e magari con l’interno della coscia opposta alla curva appoggiata al serbatoio, pronto il sedere a scivolare per metà all’interno della curva.

Le curve si affrontano infatti col corpo basso per abbassare il baricentro e piegare la moto il meno possibile, fregatevene delle saponette, arriveranno da sole a svolgere il loro compito che è solo di misura all’angolo max di piega, un segnale insomma che siete alla massima inclinazione, ma per arrivarci dovete ancora fare esperienza, sennò rischiate di grattarle ma essere lenti e scoordinati per raggiungere uno scopo che da solo non fa un bravo pilota.

I rettilinei si affrontano “spalmati” sul serbatoio, la testa dentro il cupolino, le gambe aderenti al serbatoio, le braccia morbide appoggiate esternamente di solito alle gambe, i gomiti bassi, il sedere in fondo alla sella. La traiettoria perfettamente rettilinea sul lato opposto a quello della curva successiva. Le marce si “tirano” senza far intervenire il limitatore , non è necessario… un trucco che si usava per fare i corsi di guida era anche quello di far percorrere un paio di giri con la marcia più alta inserita, senza mai usare il cambio, ed un paio senza mai frenare ma usando il cambio, credetemi che si imparano tante cose…

I giri si susseguono, molti vi sorpasseranno e levatevi dalla testa di inseguirli, non imparerete ma copierete a pappagallo e una volta soli non capirete più niente, ricordate che se lasciate fra voi e il cordolo, interno o esterno, un po’ di spazio, qualcuno si infilerà per sorpassarvi, non c’è problema, se lo fanno vuol dire che sono esperti, quindi concentratevi sulla vostra guida perché la velocità impone concentrazione estrema, le cose succedono così velocemente che dovrete, con la mente prima e con il corpo poi, anticipare di molto tutte le manovre rispetto a quanto siete abituati a fare in strada, di contro non c’è niente altro di cui preoccuparsi, solo voi e la strada, e questo è il massimo del godimento.

Conclusioni

Per adesso avete finito il battesimo della pista, respirate voi e la moto, riposatevi e bevete… ripercorrete mentalmente l’esperienza meravigliosa una, due, dieci volte per scaricare l’adrenalina, poi ricominciate da capo…>

benvenuti tra noi

top Autore zio franco, data pubblicazione 01/01/2005 (© dbrt.it) - indice
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